24 Nov, 2005
Harry Potter cristiano?
Posted by: GipuntoE In: Senza categoria
I romanzi di
Nel terzo libro, Il Prigioniero di Azkaban, il giovane Harry perdona l’assassino dei suoi genitori rifacendosi al più importante degli ideali cristiani: perdonare sempre il proprio nemico. “No!’ urlò Harry (…) ‘Non potete ucciderlo’ disse col fiato mozzo ‘Non potete’. Black e Lupin erano stupefatti. ‘Harry, questa feccia è il motivo per cui sei orfano’ esclamò Black irato. (…) ‘Non lo faccio per te. Lo faccio perché… non credo che mio padre avrebbe voluto che loro… diventassero assassini… solo per colpa tua“. Nel 2003 un saggio di Connie Neal, Il Vangelo di Harry Potter, ha provato a individuare tutti gli elementi che nei romanzi della Rowling si rifanno alla morale evangelica del cristianesimo. Un tentativo ambizioso per screditare le critiche mosse dagli ambienti ‘fondamentalisti’, già anticipato da un lavoro simile pubblicato nel 2001 dal titolo What’s a Christian to Do with Harry Potter? (”Cosa deve fare un cristiano con Harry Potter?”), inedito in Italia e scritto sempre dalla Neal, scrittrice ed attivista del’assocazione Women for Faith.
I riferimenti al cristianesimo non si fermano qui: per mantenersi ad un livello quanto mai superificiale, si poterebbe notare che lo stesso titolo del quarto volume, Il Calice di Fuoco, ricorda il celebre tema del Santo Graal, il calice di Cristo; oppure che gli alunni e i professori di Hogwarts non solo festeggiano regolarmente il Natale, ma anche la Pasqua: un segno che i maghi, ben lungi dall’essere ‘rozzi pagani’, sono ferventi cristiani! Inoltre, praticamente in tutti i romanzi osserviamo che nell’universo di Harry Potter le persone hanno davvero un’anima: quando ad esempio, nel quarto romanzo, Harry sta combattendo contro il cattivo della saga, Voldemort, le anime delle vittime del signore oscuro gli parlano inducendolo a vincere il loro assassino. Ne L’Ordine della Fenice uno degli spettri di Hogwarts, Nick Quasi-senza-testa, spiega ad Harry che solo le anime di coloro che non erano pronte a vivere nell’aldilà restano nel mondo reale sotto forma di fantasmi, mentre tutte le altre vanno incontro al loro destino ultraterreno. Si parla insomma del Paradiso (e dell’Inferno, perché no), come dato di fatto. La Rowling dimostra di credere nell’esistenza di una vita dopo la morte.
A parte questo, c’è da dire che nei romanzi di Harry Potter i protagonisti credono in quegli ideali che sono alla base della cristianità. Innanzitutto l’amicizia, che gioca un ruolo di enorme importanza, e che traspare in ogni pagina dei romanzi. Oppure il coraggio e la lealtà. Ad esempio, nel primo romanzo, assistiamo a un breve ma importante dialogo tra Harry e la sua amica Hermione: “‘Harry… tu sei un mago bravissimo, lo sai?’ ‘ Non quanto te’ rispose Harry (…) ‘Io!’ disse Hermione ‘Ma figurati: soltanto libri… e un po’ di furbizia! Ma ci sono cose più importanti di questa: l’amicizia, il coraggio (…)” Invece, nel quarto romanzo, verso la conclusione, Harry e il suo rivale nella competizione, Cedric Diggory, litigano perché nessuno dei due vorrebbe prendersi la coppa e insistono perché questa vada all’altro. Questo nonostante il fatto che ad entrambi basterebbe correre, afferrarla per primo e vincere la gara. Invece, la lealtà e l’onestà hanno la meglio. Molto importane è anche la frase che il preside di Hogwarts, Silente, dice alla conclusione de La Pietra Filosofale: “Esistono molti tipi di coraggio (…) Affrontare i nemici richiede notevole ardimento. Ma altrettanto ne occorre per affrontare gli amici.”
[fonte pro] [fonte contro]


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