Il terrore di Dio

dic 19 2005

da Affari Italiani:

Qualche sera fa mi è capitato di seguire un programma in cui si parlava delle apparizioni della Madonna, da Fatima fino a Medjugorie. Dopo una decina di minuti ho cambiato canale, semplicemente terrorizzato. Perché quello che stavo vedendo era tutto, fuorchè religione.

Nella Bibbia si parla di “timore di Dio”: il timore altro non è che il rispetto verso l’Onnipotente, e ci mancherebbe pure; il problema è che qualche zelante autore televisivo ha calcato la mano sul concetto di “timore” e l’ha trasformato in “terrore”. Dio, dunque, si manifesterebbe con musiche spaventose, quasi sempre in penombra. E la Madre di Dio, ossia la Madonna, recherebbe terribili segreti come il settimo segreto di Medjugorie, e chissà quali altre profezie di sventura sul futuro dell’umanità. E la musica sale di volume mentre un video amatoriale caracolla attorno ai veggenti che incontrano la Madonna recitando un’Ave Maria. Eccolo qua, il terrore di Dio: pur di spremere qualche telespettatore in più, sembra che si debba per forza spettacolarizzare, ‘pompare’ – come si dice in gergo – l’evento. E così Maria, Regina della pace tanto per capirci, sarebbe la postina di chissà quali terribili messaggi per l’umanità. Torna alla memoria quello che disse un cardinale poco prima della rivelazione del terzo segreto di Fatima: “La Madonna non è una fattucchiera e non bisogna avere paura di lei”.

Giusto: non bisognerebbe avere paura di chi predica il bene, la pace e l’amore. Se Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, fosse seduto in uno scompartimento ferroviario insieme a noi, magari non ci presteremmo nemmeno caso: però, per farlo andare in TV occorre mostrarlo quasi simile a Mazinga con apparizioni e tremende musiche di sottofondo, più eventuali “misteri” come il “mistero di Maria” cui si riferiva la trasmissione. E voi, avreste paura della Madonna?

In tempi di Codice da Vinci ognuno si sente autorizzato a dire la sua: per parte nostra, i misteri mariani sono molto più ‘semplici’ e meno paurosi di quelli che il tubo catodico ammannisce a ignari telespettatori (incluse pie beghine). Sono quelli del Rosario, più i dogmi dell’Immacolata Concezione (proclamato da Pio IX nel 1854), e dell’Assunzione (proclamato da Pio XII nel 1950, ultimo caso in cui si è applicata la dottrina dell’infallibilità papale). Ma questo non tutti lo sanno. O forse c’è qualche altro Codice di cui presto sentiremo parlare in libreria.

Stranamente, nel Vangelo, Gesù ha suggerito (tutto scritto, provare per credere) di chiudere a chiave la porta della propria stanza e pregare Dio, cercarlo nel silenzio. Beato lui: a quei tempi non c’era l’Auditel. E misericordiosamente, a vedere queste cose, ne sorride.

[Fonte: Antonino D’Anna]

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