G.S.G.: Giovani Skaters Gaetani.
26 feb
La libertà su una tavola con rotelle. [articolo di: Giovanni Gaetani]
Ogni giorno sotto il Comune c’è sempre qualcuno che corre tra le macchine e i passanti col suo skate: potresti trovare Mario, Roberto, Christian o Michele, fare avanti e indietro sul marmo ormai non più bianco, ridere, arrabbiarsi, urlare, esaltarsi fino a quando una caduta un po’ più forte delle altre gli impedirà di continuare.
A quel punto si ci ferma un attimo a riflettere su cosa può essere veramente lo []skate. Il pensiero che viene fuori è sempre lo stesso: è incredibile come quello che per molta gente è considerato un gioco, un passatempo, possa diventare la tua vita.
Chi skaeta da abbastanza tempo, sa di cosa si parla, invece per tutti gli altri è difficile capire. Perché come diceva qualcuno Se non ci sei dentro allo skateboarding non lo puoi capire.
Lo []skateboarding non è uno sport, neanche un gioco; qualcuno lo fa rientrare nella []street art ma forse è semplicemente un modo d’essere che ti condiziona in ogni momento.
Essere uno skater ti porta a pensare e a vedere le cose in un altro modo: il non far parte di una squadra e il non gareggiare contro qualcuno, porta pian piano a dimenticare l’egoismo arrivista presente in molti sport. L’essere solo e il non avere maestri, lascia molto spazio all’interpretazione personale, alla creatività e all’originalità. Ecco allora che si comincia a trovare una personalità diversa, un’identità flessibile e indipendente dalle convenzioni standard della società. Questo spirito aiuta ad emergere dall’anonimo essere omologato che contraddistingue molti giovani del 2000, capaci soltanto di temi scolastici asettici dove il cuore e il pensiero critico non esiste. Aiuta anche ad esaltare e a portare fuori la parte più creativa del proprio essere in ogni campo, proprio come scrive []Jocko Weyland nel libro Skaters: Lo skate dà a chi lo pratica un punto di vista insolito che coincide con una pulsione ad essere creativi in altre maniere oltre che sulla tavola.
E, infatti, è facile trovare tra gli skaters poeti, pittori o musicisti.
Nonostante tutto ciò fino a qualche anno fa – se non ancora oggi -, essere uno skater era considerato da molte voci di piazza una perdita di tempo, uno sport da sfigati, un gioco per bambini non cresciuti. Strano poi è vedere tutti quanti d’improvviso vestirsi da skater (come se poi esistesse veramente l’ abbigliamento da skater), cominciare a skaetare perché fa figo e poi lasciare tutto dopo neanche un mese di patetiche apparenze e sbattimenti.
Lo skate non è questo: non è quello che l’industria e il business ci sta creando intorno, rendendolo una moda o peggio ancora uno sport da annettere alle prossime olimpiadi, non è apparenza e neanche si può pensare ad esso fermandosi al solo gesto atletico.
Lo skateboarding è emozione, creatività, essere solitario e indipendente, dipendenza da tavola e poesia. Come ha scritto a grandi lettere Stevie Williams sulle riviste skaetanti di tutto il mondo: Lo Skateboard è la mia passione. Nessuna regola, nessun confine, nessun limite di tempo. Un esempio di poesia in movimento..
E pensare che il sopraccitato è assurdamente sponsorizzato dalla Reebok, altra marca che come la Nike e l’Adidas ha sentito profumo di guadagni e si è fiondata nello skate-business.
Parlando poi della scena locale di []Gaeta, si potrebbe facilmente finire in logori luoghi comuni, ma preferiamo analizzare solamente la situazione reale ed attuale: anni or sono, dei ragazzi si sono letteralmente sbattuti affinché l’amministrazione comunale trovasse uno spazio adatto per lo skate, dopo che la massiccia intolleranza di Polizia Municipale e cittadinanza tutta aveva messo a dura prova gli animi dei giovani skaters gaetani.
L’assessore Matarese e i suoi colleghi, ci hanno rifilato le solite promesse, ma allo stato attuale nulla è cambiato, tranne che gli skaters si sono ridotti ad un quinto di quelli che erano prima.
Da ricordare che la vecchia amministrazione D’Amante, tempo fa, diede in gestione le due piste di pattinaggio a privati: il campo di calcetto a Gaetavecchia e il parco giochi Serapolandia.
Adesso, non volendo fare politica, l’accento viene posto su una questione: i politicantidi Gaeta da sempre se ne fregano dei giovani, lasciandoli tranquillamente chiusi in una cartina o liberi di girare su motorini modificati.
E allora certo che è facile fare luoghi comuni su quella che definite la nuova gioventù bruciata: ci chiamate i Giovani della Pasticca, I Centauri sui Motorini o gli straccioni che vanno in giro da pezzente e fumano dalla mattina alla sera.
Sicuramente buona parte della colpa è nostra, ma voi pensate di non essere responsabili – anche minimamente – di tutto ciò? Pensate che il vostro distruggere la famiglia con divorzi continui o il vostro allevare i figli con la televisione 24h su 24h non sia un fattore determinante? Pensate che il vendere sigarette ad ingenui dodicenni oppure il vostro drogarli di soldi, comodità e scarpe firmate non sia una colpa rilevante?
Ognuno rifletta per conto suo e capisca dove ha sbagliato: se si arriverà a capire l’errore, bene; ma chi scanserà abilmente le accuse con cinismo e superficialità, ricordi bene le parole che Fabrizio De André urlava addosso ai medio-borghesi indifferenti del 1968, che tanto vi assomigliano: Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti.
Per tornare in tema, vi lascio alle parole di Luca Basilico, uno skater come noi:Lo skateboarding è un’attività libera da regole e costrizioni di sorte, non esistono insegnanti né allievi, non esistono trick obbligatori e nemmeno uno stile predefinito per eseguire le manovre. Non si deve scegliere se essere attaccanti o difensori e non c’è nemmeno qualcuno che ti può sbattere in panchina perché non sei bravo. A ognuno è data la possibilità di essere se stesso nei modi e nei tempi che vuole…
Sentitevi sempre liberi di esprimere voi stessi, perché questo è lo skateboarding, ed è l’unica cosa che lo rende meglio di tutto il resto…






interessante questo articolo…anche se è un pericolo passare da quelle parti!!!!ciao
beh…oltre che per gli automobilisti, è un pericolo anche per i ragazzini sullo skate!
lo skate fa solo male ad ossa ed articolazioni e fa contenti solo ortopedici e fisioterapisti