il “Codice da Vinci” in tribunale

Ne parlano tutti i giornali in tutto il mondo, è il caso del momento: []Dan Brown accusato di plagio da due saggisti inglesi:Richard []Leigh e Michael []Baigent autori de “Il Santo []Graal” ([]The Holy Blood and the Holy Grail).

Per la precisione Baigent e Leigh sono in causa con la casa editrice Random House (e non contro Brown): Brown è il testimone chiave della difesa per la casa editrice, che respinge l’accusa e dice che il []Codice da Vinci si è ispirato a molte fonti diverse.
In realtà non sarà facile per i due autori vincere una causa come questa.
La vicenda ricostruita dai due storici attraverso una ricerca documentale importante è quella raccontata da Brown su Gesù: non morto sulla croce ma sposato con Maria Maddalena e padre di un figlio che avrebbe a sua volta generato una discendenza per secoli difesa dai Templari, con i debiti riferimenti anche al Graal.
Tema centrale del processo è stabilire di chi sia il copyright di questa idea.
Oltretutto, non è neanche così scontato che la teoria del Santo Graal sia così originale, visto che non pochi echi si trovavano già – per citarne uno – nel bestseller del 1960 il Mattino dei maghi di Louis Pauwels e Jacques Bergier. Come insegna il Pendolo di Foucault di Umberto Eco, nessuno in questo campo ha mai inventato davvero nulla di nuovo.

Mah…due appunti soltanto:


1) se gli autori de “Il Santo Graal” chiamano a giudizio Brown per plagio, ammettono implicitamente che il libro è loro opera d’ingegno senza riscontro con la realtà storica.
Quindi ammettono che hanno scritto solo cazzate!

2) L’autore di una scoperta, storica o scientifica, non può citare per plagio lo
scrittore di un romanzo che riporti, attraverso citazioni piu’ o meno velate, tale scoperta.
Sarebbe come se David Chandler, lo storico autore di diversi saggi su Napoleone, denunciasse Max Gallo autore del romanzo “Napoleon”.

Più che altro c’è l’impressione che si tratti di un gigantesco spot pubblicitario che fa comodo a tutti i contendenti e alla prossima uscita del film a []Cannes.
Peraltro entrambi i libri sono usciti per la casa editrice Random House…

Fate un po’ voi…

Link:
L’articolo de la Repubblica

"Holy Blood, Holy Grail: The Secret History of Jesus, the Shocking Legacy of the Grail" di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln. Edizione rilegata

"Holy Blood, Holy Grail". Edizione in brossura

"Holy Blood, Holy Grail", in Cd audio

Tutti i libri di Richard Leigh e Michael Baigent

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2 Responses to “il “Codice da Vinci” in tribunale”

  1. thedarkangel marzo 10, 2006 at 12:43 pm #

    Purtroppo Dan Brown non e' implicato direttamente nel processo, anche se non so cosa debba testimoniare quello scrittore da 4 soldi (bucati!!). Piu' che ispirarsi a varie fonti mi sembra che il codice da vinci non sia altro che la versione romanzata di 'Holy Blood, Holy Grail', errori inclusi (vedi Priorato di Sion)! Anzi 'Il codice DaVinci' mi sembra addirittura un'riassunto del libro… (che abbia letto solo quello?)

    Inoltre il libro 'Holy Blood, Holy Grail' non viene neanche citato tra le fonti (nel capitolo in cui l'amico di Langdon spiega le basi della storia della discendenza di Gesu').

    Mi sembra improbabile che sia un tentativo di pubblicizzare un film in uscita, solo le polemiche fatte dalla chiesa ed il fatto che ha venduto qualce milione di copie nel mondo dovrebbero essere abbastanza come pubblicita'!!

    A questo punto, come detto da Gi.E, i libri di Leigh, Bageant e Lincoln potrebbero veramente essere 'opera d’ingegno senza riscontro con la realtà storica'.

    MAH!? Non mi meraviglio se uscira una riedizione in versione tascabile e cartonata di 'Holy Blood, Holy Grail' e 'The Messianic Legacy' a tutto vantaggio della Random House….

  2. cle marzo 10, 2006 at 5:00 pm #

    tutta invidia la vostra.

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