Il milleproroghe indigna il web. La strana dimenticanza del sito web del Senato. Il decreto passato nella vulgata come il “milleproroghe” lo potete trovare sul sito del Senato. C’è tutto, tranne una parte dell’articolo 39-trecies così come approvato in aula con voto di fiducia. Cosa dice l’articolo 39? Piuttosto semplice: modifica i criteri di finanziamento dei partiti. Contiene alcuni punti a dir poco sconcertanti. Ci sono una serie di novità che faranno felici i movimenti politici e faranno infuriare i cittadini comuni, che sul web si sono già mobilitati in vista dell’approvazione definitiva del decreto legge alla Camera. Cosa prevede il decreto in materia di finanziamento pubblico? Cancella in sostanza i debiti pregressi dei partiti: “Per il soddisfacimento dei debiti dei partiti maturati in epoca antecedente all’entrata in vigore della presente legge è istituito un fondo di garanzia“. Poi regala un salvancondotto ai tesorieri dei partiti stessi: “I creditori dei partiti e dei movimenti politici (…) non possono pretendere direttamente dagli amministratori dei medesimi l’adempimento delle obbligazioni del partito se non qualora questi ultimi abbiano agito con dolo o colpa grave“. Poi diventano non dichiarabili i contributi ricevuti dai partiti fino a cinquantamila euro, infine se la legislatura viene interrotta ai partiti vengono garantiti i denari dovuti per tutti i cinque anni (con quali conseguenze per la stabilità dei Parlamenti, Dio ci saprà dire). Un colpo di mano in piena regola su cui il governo ha posto la fiducia, mentre l’opposizione usciva dall’aula. Ma, certo, non s’è sentita un gran protesta dei politici di centrosinistra su queste norme oggettivamente scandalose.
Info su: marioadinolfi, Adamoli35, Insolita Commedia. Ma il clima complessivo che si respira sul web lo tratteggia bene Blagblog: “L’ultima vergogna della maggioranza ma anche dell’opposizione e della stampa tutta colpevoli di un assordante silenzio“.


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