Allison Stokke È bella, atletica, ha un luminoso sorriso aperto. Ma per il resto [tag]Allison Stokke[/tag] è assolutamente normale: una giovane californiana che nel 2004 ha conquistato il campionato statale di salto con l’asta, ha migliorato per cinque volte il record nazionale e ha vinto una borsa di studio per l’Università della California. Nulla di più. Eppure è diventata una star di Internet e [tag]YouTube[/tag]. Involontariamente.

E il suo caso è finito in prima pagina sul «Washington Post» perchè esemplificativo di come la rete possa violare la [tag]privacy[/tag] individuale. Una sua foto mentre si aggiustava i capelli durante un meeting a [tag]New York[/tag] è finita per caso su Internet, in un blog di appassionati di football americano. E da lì si è scatenata l’ondata di attenzione.

Un video di tre minuti con Allison che, contro una parete, analizza la sua performance in un altro meeting è stato inserito su YouTube, visto piu’ di 600.000 volte. Cliccare il suo nome su Google, significa farsi rovesciare addosso oltre 1 milione di pagine. E sono fioriti uno dopo l’altro i siti non autorizzati dei fan, corredati di foto e didascalie con le fantasie sessuali dei visitatori. L’ondata di attenzione si è allargata a macchia d’olio.

Ora la giovane non esce più sola di casa, non risponde al telefono, è riconosciuta per strada quando cammina, ha ricevuto richieste d’intervista persino dal Brasile. Un interesse che nulla ha a che vedere con la sua passione sportiva. Qualcosa di simile le accadde già due anni fa, quando una sua foto finì su Internet. Ma la giovane quella vota riuscì a contattare via e-mail chi l’aveva inserita e nel giro di pochi giorni l’immagine sparì. Una cosa impossibile oggi. [da Corriere.it]


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