EUROPA – AMERICA.
L’ Europa non ha origini.
L’America ha un’origine: la conquista, la violenza e lo sterminio portati dagli europei.
Gli Europei non hanno un’origine a cui tornare, ma tante origini oramai intrecciate e confuse che formano un grande tessuto che si chiama storia.
Gli Americani, invece, hanno l’origine a portata di mano.
E’ un luogo comune largamente accettato e diffuso che gli USA rappresentino rispetto all’Europa e al resto del mondo una linea avanzata di futuro che sperimenta per prima vantaggi e guasti del progresso sociale ultramoderno, venti o dieci anni avanti rispetto a noi.
Cercherò di mostrare come questo luogo comune possa essere smontato e ricomposto secondo una diversa prospettiva e forse anche capovolto.
Il fatto che la società americana è sì avanti – nel bene e/o nel male – ma che è anche sola, con propri problemi non automaticamente, o quasi, né fatalmente esportabili e comunicabili (nel senso di messi in comune) a tutto il mondo.
La società americana si caratterizza, in parte, come a venire rispetto a noi europei, ma anche come appiattita sul proprio futuro e perciò diversa e irripetibile. Sostengo che in America non accadde ciò che accadrà più o meno necessariamente a tutti noi, europei, africani o asiatici.
Li accadono eventi e complessi di eventi che sembrano essere, dal nostro punto di vista europeo, senza radici e senza prospettiva per questo sembrano accadere nel futuro, o meglio in un mondo che si muove come non avendo un passato e un futuro. Se lo ha e mostra di riconoscerlo, un passato, è quello, al massimo, di una generazione precedente o del mito nazionale della frontiera e dello stesso proprio, recente, immaginario rifatto.
Gli USA si danno a vedere come un futuro che accade nel presente del mondo, ma un futuro solo americano.
La cultura nord-americana non possiede, non trattiene, non medita, non indica il futuro; sembra piuttosto che esso le accada, e al massimo, soprattutto ormai nell’immaginario cinematografico, lo mostra mentre le accade, con uno sforzo di analisi notevole e meritorio.
Gli americani del nord non sono 20 anni avanti a noi, ma 2500. O meglio, sono in un’altra dimensione e sono soli, lì dove stanno, avvitati in un moto che li rimanda indietro nel loro futuro e li sbatte avanti nel loro passato.
Per questo – nonostante tutto – non li raggiungeremo mai: essi non rappresentano il nostro futuro anticipato, perché procediamo con due ritmi e su due direttrici di marcia diversi, anche se non immediatamente visibili come tali.
Nonostante tutte le influenze e le contaminazioni reciproche non esiste lo scambio che porta, prima o dopo, noi a seguirli necessariamente sul loro stesso binario.
Noi europei, al contrario, possiamo sembrare, in una falsa controriflessione dello stesso luogo comune, irrimediabilmente appiattiti sulla tradizione. In verità, l’intricata ma consolidata profondità da cui veniamo ci suggerisce la “pazza idea” di essere la tradizione e la speranza dell’umanità.
Noi europei abbiamo prodotto le misure del meglio nella storia dell’umanità e del peggio: la nostra storia futura non può non essere che la scelta del meglio piuttosto che del peggio, o scomparire.
Noi europei non siamo antichi romani o cortigiani elisabettiani o boiari russi o gondolieri italiani, come un americano medio del Kansas può immaginarci. Lo siamo stati, lo siamo tuttora, insieme ad altre cose, ma abbiamo la capacità di essere anche pensatori, artisti, giovani, sperimentatori del futuro.
Le nostre sono ancora tra le massime responsabilità verso la pensabilità e la progettazione dell’avvenire. E’ inutile pensare che tutto questo ci possa o debba venire necessariamente dalle coste del Pacifico, dalla California o dal Giappone: loro sono condannati ad essere futuro e solo futuro di se stessi.
L’Europa può identificarsi e offrirsi, nello stesso tempo, come “cronotopo” in cui si conservi attivamente tutto il passato della civiltà planetaria, la memoria del mondo, e come dimensione in cui si sperimentano modelli di sviluppo politico-ecologico equilibrato: un laboratorio dei migliori futuri possibili. Il che significa proporsi ancora una volta come matrice di Storia.
E forse prima di chiudere questo discorso posso tentare anche quel capovolgimento, proposto all’inizio, del luogo comune che parla della precedenza degli USA rispetto all’Europa. Il campo dell’operazione non è altri che quello dell’origine come composizione della differenza. Vediamo.
Negli ultimi anni i nostri corrispondenti dagli USA si parlano spesso di un movimento universitario che rivendica le ragioni di una “pedagogia multiculturale” contro i fantasmi canonici dei DWEM (Dead White European Men), da Platone a Dante a Shakespeare a Goethe etc., dalla cosiddetta civiltà occidentale.
Ma noi europei non siamo né morti, né bianchi né solo maschi. Siamo un miscuglio storico.
Noi europei siamo la prima civiltà multietnica costruita e consolidata come tale: che è civiltà a partire dalla multietnia storica.
Gli USA hanno, invece, ancora il problema di inventarla e costruirla la convivenza civiltà/storia: il problema del loro futuro. E’ per questo, paradossalmente ma veramente, che l’Europa è almeno 500 anni, o meglio un’intera epoca, avanti agli USA!
E’ per questo che gli USA devono ancora giustificare se stessi di fronte a se stessi e al mondo.
E’ forse ora il momento che questa strana nazione cominci a giustificare se stessa, se non vuole imboccare, invece, l’ american way of Death pretendendo di comunicarla e amministrarla per tutto il mondo.
[testo ricopiato da un blocnotes dei tempi dell'Università...e datato 1994...]
Europa, Dead White European Men, Platone, Dante, Shakespeare, Goethe, USA, american way of Death





![I [heart] Wordpress](http://img145.imageshack.us/img145/2139/8711238212841153653732ta4.png)






l’europe s’est construite sur les vagues successives d’invasions venues de l’est, mongol, huns, wisigoths, ottomans… toutes les civilisations prennent racine sur la violence et la barbarie.
Posted on Marzo 12th, 2007 at 12:38 pm
Bienvenue piotrevski: Les invasions ont eu leur poids… mais nous n’oublions pas la Grèce et Rome ! ! !
Posted on Marzo 12th, 2007 at 12:53 pm
Sono d’accordo con la tua analisi tra USA e Europa. Ma io credo che ogni civiltà abbia il diritto di svilupparsi e crescere, non credo alle monociviltà le quali pensano di essere migliori delle altre e che vogliono imporre il loro modo di essere alle altre.
Posted on Marzo 14th, 2007 at 12:15 pm
EUROPA – AMERICA.
Gli Europei non hanno un’origine a cui tornare, ma tante origini oramai intrecciate e confuse che formano un grande tessuto che si chiama storia.
Gli Americani, invece, hanno l’origine a portata di mano.
E’ un luogo comune largamente accettato e…
Posted on Luglio 3rd, 2007 at 2:50 pm