Manituana
9 mag
1775, all’alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d’America: lealisti e ribelli si contendono l’alleanza delle Sei nazioni irochesi, la più potente lega indiana, forte di una Costituzione antica di secoli.
Nella valle del fiume Mohawk, indigeni e coloni convivono da generazioni. Scelte laceranti travolgono il futuro di una comunità meticcia: il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell’Impero, e la via del ritorno è già sentiero di guerra.
E’ questa la trama di Manituana, l’ultimo libro uscito dalla penna di Wu-Ming e dai quattro cervelli che lo compongono.
Ho appena terminato la lettura (ue’ sono 600 e passa pagine!), dovrò rileggerlo sicuramente. Con piu’ calma e attenzione.
La guerra è il tema centrale, ma c’è tanto altro in questo libro, quasi un romanzo epico.
Naturalmente già sappiamo come andrà a finire, chi sarà a vincere ma i Wu Ming creano una architettura narrativa (perfetta?) nella quale vediamo i personaggi crescere, maturare, diventare un capo o un guerriero, trasformarsi.
Sappiamo la fine della storia ma la lettura ci trasporta in quell’epoca ed in quei luoghi.
Scorrendo le pagine sentiamo i profumi della foresta, la voce del vento e della terra, viviamo le batlie e il dolore portato da un fronte all’altro.
Sappiamo la fine ma la vedremo con occhi diversi.
Un bel libro davvero. Ma dovrò (mi ripeto) rileggerlo.
Per adesso solo una critica: in Manituana mi sembra che le vicende e le vite dei personaggi siano in secondo piano rispetto alle faccende storiche.
IMNHO un passetto indietro rispetto a Q. E alla pari con 54.
PS: qui alcune recensioni di chi sicuramente ne capisce piu’ di me.






ce l’ho!!!!!
Ne avevo letto una bella recensione nel corriere della sera, ho in programma di comprarmelo. Ma prima devo finire quelli che sto leggendo..