Manituana

1775, all’alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d’America: lealisti e ribelli si contendono l’alleanza delle Sei nazioni irochesi, la più potente lega indiana, forte di una Costituzione antica di secoli.
Nella valle del fiume Mohawk, indigeni e coloni convivono da generazioni. Scelte laceranti travolgono il futuro di una comunità meticcia: il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell’Impero, e la via del ritorno è già sentiero di guerra.

E’ questa la trama di Manituana, l’ultimo libro uscito dalla penna di Wu-Ming e dai quattro cervelli che lo compongono.
Ho appena terminato la lettura (ue’ sono 600 e passa pagine!), dovrò rileggerlo sicuramente. Con piu’ calma e attenzione.
La guerra è il tema centrale, ma c’è tanto altro in questo libro, quasi un romanzo epico.
Naturalmente già sappiamo come andrà a finire, chi sarà a vincere ma i Wu Ming creano una architettura narrativa (perfetta?) nella quale vediamo i personaggi crescere, maturare, diventare un capo o un guerriero, trasformarsi.
Sappiamo la fine della storia ma la lettura ci trasporta in quell’epoca ed in quei luoghi.
Scorrendo le pagine sentiamo i profumi della foresta, la voce del vento e della terra, viviamo le battaglie e il dolore portato da un fronte all’altro.
Sappiamo la fine ma la vedremo con occhi diversi.

Un bel libro davvero. Ma dovrò (mi ripeto) rileggerlo.
Per adesso solo una critica: in Manituana mi sembra che le vicende e le vite dei personaggi siano in secondo piano rispetto alle faccende storiche.
IMNHO un passetto indietro rispetto a Q. E alla pari con 54.

PS: qui alcune recensioni di chi sicuramente ne capisce piu’ di me.

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2 Responses

  1. Mavero Mavero::

    ce l’ho!!!!!

    Posted on Maggio 10th, 2007 at 8:24 am

  2. duhangst duhangst::

    Ne avevo letto una bella recensione nel corriere della sera, ho in programma di comprarmelo. Ma prima devo finire quelli che sto leggendo..

    Posted on Maggio 10th, 2007 at 8:46 am

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