Sesso solitario. Storia della cultura della masturbazione

Immagine di Solitary Sex At a time when almost any victimless sexual practice has its public advocates and almost every sexual act is fit for the front page, the easiest, least harmful, and most universal one is embarrassing, discomforting, and genuinely radical when openly acknowledged. Masturbation may be the last taboo. But this is not a holdover from a more benighted age. The ancient world cared little about the subject; it was a backwater of Jewish and Christian teaching about sexuality. In fact, solitary sex as a serious moral issue can be dated with a precision rare in cultural history; Laqueur identifies it with the publication of the anonymous tract Onania in about 1722. Masturbation is a creation of the Enlightenment, of some of its most important figures, and of the most profound changes it unleashed. It is modern. It worried at first not conservatives, but progressives. It was the first truly democratic sexuality that could be of ethical interest for women as much as for men, for boys and girls as much as for their elders.

The book’s range is vast. It begins with the prehistory of solitary sex in the Bible and ends with third-wave feminism, conceptual artists, and the Web. It explains how and why this humble and once obscure means of sexual gratification became the evil twin — or the perfect instance — of the great virtues of modern humanity and commercial society: individual moral autonomy and privacy, creativity and the imagination, abundance and desire.

Perversione o pulsione fisiologica, innocuo piacere o attentato alla salute? In un’epoca in cui si parla di tutto, l’autoerotismo continua a suscitare più risolini imbarazzati che riflessioni storiche. Eppure anche un comportamento che consideriamo naturale ha una storia tutt’altro che banale. Ce lo ricorda lo storico californiano Thomas W. Laqueur, che si impegna a dimostrare come siamo arrivati a vedere il sesso solitario come una minaccia per la salute e la civiltà. La sua tesi è che la condanna dell’autoerotismo come piaga da debellare sia relativamente recente. Avrebbe perfino una data di nascita: il 1712, anno di pubblicazione di un best seller dell’epoca intitolato Onania, in cui un medicastro interessato a promuovere scritti pruriginosi e rimedi da ciarlatani denunciava esplicitamente il sesso solitario come «crimine odioso». Per Laqueur si tratta di una svolta storica: fino ad allora, osserva con dovizia di citazioni, l’atteggiamento della scienza, ma anche della religione e in generale del senso comune nei confronti del sesso fai-da-te era molto più blando. Passando dall’ironia scherzosa dell’età classica ai secoli bui che hanno visto le gerarchie religiose impegnate in ben altre battaglie a difesa della morale. Secondo Laqueur, insomma, l’orrore per il sesso solitario, «male peggiore del vaiolo» è figlio dell’Illuminismo. La condanna non nasce dal perbenismo, ma dall’orrore per un comportamento considerato antisociale e irrefrenabile, troppo democratico e pericolosamente fantasioso. E che coinvolge anche le letture romantiche o libertine colpevoli (lo dimostrano le illustrazioni d’epoca) di accendere troppe fantasie. Con qualche pedanteria accademica, Laqueur disegna un percorso ricco di riferimenti letterari, per accompagnarci fino alla scoperta freudiana dell’autoerotismo come fase dello sviluppo sessuale, e a tempi più recenti in cui il femminismo ha riscoperto il sesso solitario come forma di espressione e di liberazione. [fonte]

PS - Update #: [info riprese dal ng dei cuGgini]
Nella serie di leggende metropolitane sono sicuramente da annoverare tutte le dicerie che si sentono circa gli effetti negativi provocati da una eccessiva attività masturbatoria.
I soliti beneinformati sostengono che in un adolescente troppe seghe possono provocare un rallentamento della crescita della statura, fino a provocare il temutissimo “arresto dello sviluppo“. Anche la miopia degenerativa può spesso avere la stessa origine e, nei casi più disperati, si può arrivare anche alla cecità completa.
Inoltre una eccessiva attività onanistica può provocare forme varie di calvizie o alopecia, la cui gravità risulta direttamente proporzionale all’intensità dell’attività masturbatoria.

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6 Responses

  1. Mavero Mavero::

    «male peggiore del vaiolo» … addirittura … che civiltà contaminata la nostra!!! ;)

    Posted on Giugno 27th, 2007 at 2:06 pm

  2. gipuntoe gipuntoe::

    :-P attento che diventi cieco! :-P

    Posted on Giugno 27th, 2007 at 6:41 pm

  3. duhangt duhangt::

    Io sapevo che fermava lo sviluppo! :-)

    Posted on Giugno 27th, 2007 at 6:51 pm

  4. diggita.it diggita.it::

    Sesso solitario. Storia della cultura della masturbazione

    Perversione o pulsione fisiologica, innocuo piacere o attentato alla salute? In un’epoca in cui si parla di tutto, l’autoerotismo continua a suscitare più risolini imbarazzati che riflessioni storiche. Eppure anche un comportamento che consideriam…

    Posted on Giugno 29th, 2007 at 12:53 am

  5. Cinzia1877 Cinzia1877::

    Ciaooooo!! Oddio quando ho letto il post ho pensato.. ma è il blog di Gandalf? Poi leggendo quelli precedenti… mi son ripresa…

    In attesa di qualche foto.. te sai… ti mandiamo un bacione io e Cippo

    Cinzia

    Posted on Giugno 29th, 2007 at 8:23 am

  6. gipuntoe gipuntoe::

    @ Cinzia: ti sei spaventata eh?!

    Posted on Giugno 29th, 2007 at 1:41 pm