Toghe sporche
13 lug
Berlusconi sono 15 anni che strilla di “magistratura politicizzata”. E oggi si scopre che in effetti aveva ragione! (che mi tocca dire…)
l’indagine del nucleo operativo dei carabinieri di Roma che ha svelato l’esistenza di una nuova presunta loggia segreta in azione nel paese. Tra gli atti depositati anche una lunga informativa dei militari (1046 pagine) che racconta nel detlio come si muoveva il sodalizio che ha «nei posti apicali Flavio Carboni, Pasquale Lombardi giudice tributario e titolare di uno studio tecnico a Cervinara e Arcangelo Martino imprenditore partenopeo già coinvolto in passato nella tangentopoli partenopea».
Oltre all’appartamento di Verdini, Carboni e Lombardi s’incontravano in un’area di servizio fuori Roma. Il sodalizio, si legge, «si giova dell’appoggio di due referenti politici, i parlamentari Dell’Utri Marcello e Verdini Denis e, per le attività di infiltrazione negli apparati pubblici in Sardegna, si avvale di tre collaboratori del Carboni, Ignazio Farris, Pinello Cossu e Marcello Garau. Altri personaggi vicini al gruppo sono individuabili nei giudici Arcibaldo Miller, Antonio Martone e nel sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo». Gli investigatori scrivono che le «indicate attività di interferenza vengono sistematicamente realizzate mediante l’avvicinamento di giudici ed alti tunzionari dell’amministrazione pubblica e tramite l’ elaborazione e veicolazione di documenti diffamatori, veri e propri dossier, ai danni di personalità politiche considerate ostili».
Peccato che i politici fossero i suoi fedelissimi…
Dalle intercettazioni dell’operazione Insider emerge il sistema di potere che faceva affari con l’eolico in Sardegna, viene fuori il ruolo di Verdini, di Dell’Utri e del governatore Cappellacci.
Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete. Per questi reati sono stati iscritti sul registro indagati della Procura di Roma, anche il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino.
Dalle indagini viene fuori una rete invisibile tra nomine, appalti e pressioni. Dall’eolico ai Grandi Eventi, tante trame, ma sempre con un ruolo decisivo. Del gruppo fanno parte editori e imprenditori. Ma anche massoni e uomini di Stato, una struttura riservata per pilotare le nomine del Csm, avvicinare i giudici costituzionali che decidevano sul lodo Alfano e decidere le candidature.
Ma… Berlusconi – nonostante le 15mila pagine che racchiudono, attraverso la trascrizione di ore e ore di telefonate, la conferma dell’esistenza di una associazione tesa a ordire trame, pilotare affari, garantire assunzioni e creare carriere politiche – ci rassicura:”E’ tutta una montatura[...] La verità è che non si mette in galera uno che ha settantotto anni e pure tre by-pass“.
Paura eh?






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