Conferenza stampa Berlusconi: contestato da Rocco Carlomagno

mar 10 2010 Published by GipuntoE under News

Ecco l’idea di consenso, di libertà di critica da parte della stampa, che ha Silvio Berlusconi.

l battibecco con l’attivista politico Rocco Carlomagno durante la conferenza stampa: ”Lei è un villano”. Interviene anche il ministro La Russa.
Terminata la conferenza stampa, il ministro La Russa è tornato ancora vicino a Carlomagno, sono volate parole grosse, e per poco non si è arrivati alle mani, davanti a telecamere, fotografi e giornalisti. Dinanzi ai modi decisi del coordinatore del Pdl, Carlomagno lo ha definito un “picchiatore fascista”.

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e mo metteteci ‘na pezza!

mar 01 2010 Published by GipuntoE under News

Dopo che il Tribunale di Roma ha respinto l’istanza presentata dal Pdl per l’accoglimento della lista provinciale di Roma, ora Renata Polverini punta sul Presidente della Repubblica:

Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l’accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia.

Da questa espressione infelice e oltraggiosa per il sistema democratico italiano emerge tutto il disprezzo per ogni tipo di regola, che taluni non si preoccupano di manifestare. Se le regole vengono declassate a burocrazia, la democrazia cessa semplicemente di esistere, dato che anche una falsa attestazione di residenza all’estero (tanto per dire…) potrebbe essere una semplice “cavillo burocratico”. Oppure un qualsiasi elettore potrebbe presentarsi ai seggi un’ora prima dell’apertura o due ore dopo la chiusura pretendendo di votare affinché la burocrazia non uccida la democrazia.
Pura follia insomma. Nel frattempo …il ministro Gianfranco Rotondi esprime un punto di vista meno indulgente su quanto accaduto:

I maestri del Pdl hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia.

Sul Messaggero invece Tre teorie del complotto, voi quale preferite?
Teoria del complotto numero uno: i berluscones si sono tagliati i cosiddetti, pur di non far vincere la Polverini in quanto finiana. Ma suvvia….
Teoria, ancora più assurda, del complotto numero due: una vendetta di Storace contro Fini che ha voluto Renata e contro la Polverini che non ha inserito nessun storaciano nel listino. Ma andiamo….
La teoria del complotto numero tre è quella che, al contrario delle due precedenti, trova qualche riscontro pratico. Almeno secondo, fra gli altri, Alfredo Pallone, che è vicecoordinatore regionale del partitone azzurro umiliato e rifiutato: «Non si tratta di una casualità la nostra eliminazione, ma sono stati alcuni uomini della sinistra che ci hanno fisicamente impedito di presentare la lista in tempo. Sanno che avremmo vinto, e c’hanno fatto lo sgambetto». Non la pensa così l’anti-complottista Donato Robilotta, ex assessore di Storace, che la prende con filosofia e riassume: «Abbiamo fatto una coglioneria».

[via polisblog e il Messaggero]

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Silvio Berlusconi: e i miracoli…di Photoshop!

feb 03 2010 Published by GipuntoE under News

Ecco il Pres del Cons che a braccia aperte compie il famoso miracolo della moltiplicazione…dei partecipanti ai suoi show in piazza :)
Silvio moltiplica la folla!

Oh Silvio. I have no problem with your mafia connections, your masonic lodge business, the tax fraud, the false accounting, the bribing of judges, embezzlement, seducing young girls, etc. We all do that kind of thing. But when you start pumping up your crowds with Photoshop you cross the line, mister.

Bigger version here!

[via photoshopdisasters

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Contro la violenza per la libertà

dic 14 2009 Published by GipuntoE under News

Hanno colpito Berlusconi. L’immagine del volto del Premier trasformato in una maschera di sangue raggiunge tutti noi con la sua carica di violenza. Con la follia che trasforma un uomo in simbolo da abbattere ad ogni costo e con ogni mezzo, e la persona che diventa un bersaglio fisico. Il film drammatico di piazza Duomo farà il giro del mondo, testimoniando il degrado dello scontro politico in Italia. Ma per una volta, non è questo che conta. Conta l’effetto su ognuno di noi, sul Paese, sul sistema politico.

Amici e avversari, sostenitori e oppositori oggi devono essere solidali con il premier – come siamo noi – e senza alcun distinguo, nel momento in cui è un uomo colpito dalla violenza. E devono fare muro contro l’insania di questo gesto, prima di tutto perché è gravissimo in sé e poi perché può incubare una stagione tragica che abbiamo già sperimentato, negli anni peggiori della nostra vita.

Solo così la politica (che la violenza vuole ammutolire) può salvarsi, ritrovando il suo spazio e la sua autonomia, nella quale è compreso il confronto durissimo tra maggioranza e opposizione e anche lo scontro di opinioni, programmi e strategie. Ma distinguendo, sempre, tra le critiche e l’odio, tra il contrasto d’idee e la violenza, tra le funzioni e le persone.
Anche se il gesto di piazza Duomo è fortunatamente isolato e frutto di follia, in gioco c’è niente meno che la libertà. La libertà di Berlusconi di dispiegare le sue politiche e le sue idee coincide con la nostra stessa libertà di criticarlo. Questo spazio di libertà si chiama democrazia: difendiamola.

editoriale di Ezio Mauro – Repubblica.it

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AnnoZero. Il profumo della mafia

nov 06 2009 Published by GipuntoE under News

E’ la seconda volta che le reti nazionali vengono a far visita e per un intero programma alle nostre zone.
Accadde un paio di anni quando Ballarò si occupò degli allegri autovelox del sud pontino è accaduto stasera con AnnoZero che ha dedicato un’intera puntata al “caso Fondi“.
Con una differenza però; mentre l’altra volta si parlava di una sorta di malcostume politico- amministrativo stasera il tema è di quelli che scottano. Si parla di mafia e in particolare di mafia a Fondi e l’argomento, all’apparenza da salotto letterario, è in realtà di particolare crudezza istituzionale.

AnnoZero - Profumo di Mafia

La storia in breve sintesi.
Un prefetto della Repubblica a seguito delle indagini di una commissione d’accesso chiede lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. La palla passa al governo che chiede una seconda commissione d’indagine. Anche quest’ultima arriva alle stesse conclusioni. Il governo nicchia. Alla fine, dopo che tra rinvii e tentennamenti vari è passato un anno, il ministro dell’Interno chiede al governo lo scioglimento del consiglio. Mentre si attende una decisione in merito il consiglio comunale autonomamente si dimette. Il governo ne prende e senza pronunciarsi sullo scioglimento ritiene il caso chiuso.
In primavera si voterà, in pratica come se nulla fosse accaduto e senza che alcun commissario possa spulciare tra quelle carte che ben due commissioni d’accesso, e lo stesso Ministro Maroni, hanno ritenuto pregiudizievoli per la legalità.

C’è la mafia a Fondi?
Tra gli ospiti della serata il Sen. Fazzone (PDL) originario di Fondi che non solo sostiene di no, ma sta addirittura per querelare il prefetto Frattasi che invece pensa il contrario.

L’ossimoro curioso che vede un Senatore della Repubblica querelare un prefetto per una indagine conoscitiva sulle cui conclusioni è d’accordo anche il Ministro degli Interni pare sfuggire ai più. D’altra parte in quest’Italia dove sono saltati i meccanismi della buona creanza e pure quelli istituzionali sono in difficoltà, non potrebbe essere diversamente. Così il buon Fazzone carte alla mano si ritrova a rammaricarsi di come siano state condotte le indagini, del complotto ordito da una certa stampa e avversari politici contro il suo partito e soprattutto contro di lui. Fondi a suo parere è stata vittima di un’esposizione mediatica senza precedenti. Nessuna infiltrazione mafiosa ma opera di singoli personaggi che le leggi sul soggiorno obbligato hanno paracadutato in città.

La pensa così anche l’ex sindaco Parisella intervistato da Stefano Bianchi. Anzi, dicendogli di non avere le idee chiare gli fissa un appuntamento nel suo ufficio per chiarirgliele, però quando il giornalista ci va lo manda a quel paese chiudendogli la porta in faccia.

Non la pensa come il Sindaco l’ex assessore Izzi, tra i primi a vedersi incendiata l’auto e le cui rivelazioni ai carabinieri hanno fatto partire l’inchiesta.

Intervengono Panigutti, direttore di Latina Oggi, Luigi De Magistris, Claudio Fava, interviene anche Italo Bocchino restio a mascherare l’imbarazzo per una vicenda che vedeva un logico finale già scritto (“Per me il consiglio comunale andava sciolto…“) ma che ora sta assumendo i toni della farsa.
E infatti è l’imbarazzo la sensazione dominante.
Una vicenda che doveva essere affrontata con il necessario rigore istituzionale trasformata in una corrida invereconda che disonora tutti.
Da questa storia infatti sono in tanti a uscirne perdenti. Ne esce perdente il governo, che si è esposto a una difesa ad oltranza di una cosa che difendibile ad oltranza non era; ne esce perdente il Ministro degli interni che ha visto le sue conclusioni platealmente sconfessate dal Governo (ultimamente anche da Bossi: “Maroni fa quello che dico io.“) senza reazione alcuna da parte sua; ne escono perdenti i cittadini di Fondi associati a una vicenda in cui in massima parte sono vittime.
Ne esce perdente il territorio oramai in procinto di essere avviluppato definitivamentea nella tela di ragno della malavita organizzata.
Succede nel sud pontino, ex terra di Circe, ex Riviera di Ulisse, dove a comandare sono i Proci e ora a lui, a Ulisse, lo vogliono pure querelare.
[fonte:articolo di Lince su TF]

Qui la PRIMA RELAZIONE DEL PREFETTO DI LATINA BRUNO FRATTASI SU FONDI , in formato pdf
Qui la puntata di Annozero, in streaming video.
Qui di seguito invece alcuni “spezzoni” della puntata.
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